la Basilicata, il petrolio e le porcate all’italiana

io sono lucano, orgogliosamente lucano. Sono nato e cresciuto in Basilicata, in un paesino in provincia di Potenza. Non tutti sanno dove si trovi esattamente la Basilicata e ancora meno sanno che in Basilicata ci sta il petrolio, molto petrolio. In Basilicata ci sono anche boschi, colline e pianure quasi incontaminate, un piccolo polmone verde che piano piano, sta morendo. Anzi, lo stanno ammazzando. La politica incompetente e le persone ignoranti che non riescono a capire il valore dell’aria pulita o di una passeggiata tra la natura. Prima abbiamo tolto gli alberi per far posto a pale eoliche che si ripagheranno (forse) tra decine di anni; poi il petrolio che sta distruggendo un’intera valle (e presto distruggerà altre aree) e ora questo termosifone gigante della Teknosolar, un impianto termodinamico già vecchio prima ancora di esser costruito. Io non sono contrario alle energie alternative, io sono contrario alle porcate fatte senza una visione del futuro, alle decisioni prese tanto per far cassa, ai giochetti di potere che fanno mangiare le mafie e gente che pensa solo ad arricchirsi. Non c’è uno straccio di progetto di futuro, si distrugge il territorio e lo si sfrutta senza un minimo di raziocinio. Ci stanno distruggendo casa e quel che più mi rattrista è la complicità di molte persone che per soldi (e ignoranza) vendono la propria salute, quella dei propri figli e della propria terra. La Basilicata poteva essere un’oasi naturalistica in grado di attirare turisti da ogni parte del mondo (perché chi non ha l’aria pulita, il silenzio e il buon cibo è in grado di apprezzarli più di chi li ha sempre sotto il naso) e invece la stiamo svendendo come pozzo di petrolio e termosifone dell’italia. si italia con la lettera minuscola, perché è questo che siamo, un piccolo paesello di ignoranti pronti a svendersi per pochi soldi.


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